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Per tutti noi, essere โ€œimmuniโ€ a un virus vuole dire avere anticorpi che lo riconoscono e lo bloccano. Negli ultimi giorni abbiamo sentito notizie non molto incoraggianti sullโ€™argomento. Pare che gli anticorpi durino pochi mesi e poi svaniscano. Eโ€™ ancora troppo presto per tirare conclusioni perchรฉ il periodo di osservazione dallโ€™inizio dellโ€™epidemia รจ ancora troppo breve ma non nascondiamoci che la notizia ci ha lasciati un po' delusi.

Sappiamo perรฒ, dagli studi fatti sui pazienti convalescenti dalle due malattie precedenti causate dai cugini del SARS-CoV-2 (il virus della SARS e quello della MERS) che cโ€™รจ un altro tipo di immunitร  che dura nel tempo e che potrebbe essere piรน importante degli anticorpi. ๐—Ÿ๐—ฎ ๐—ฐ๐—ต๐—ถ๐—ฎ๐—บ๐—ถ๐—ฎ๐—บ๐—ผ ๐—ถ๐—บ๐—บ๐˜‚๐—ป๐—ถ๐˜๐—ฎฬ€ ๐—ฐ๐—ฒ๐—น๐—น๐˜‚๐—น๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ. Sono i nostri linfociti T che, quando incontrano un virus, si attivano e passano da uno stato chiamato โ€œnaiveโ€ (per dare lโ€™idea di una cellula che si fa sorprendere senza essere pronta ad entrare in azione) ad uno stato di linfocita โ€œmemoriaโ€ che si ricorda di avere giร  visto il virus ed รจ pronta a eliminarlo appena entra nel nostro organismo. In altre parole, un linfocita che non si fa prendere in contropiede. La figura che trovate in fondo al post illustra un linfocita T memoria che attacca una cellula infetta e la elimina.

๐—˜ ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ป๐—ถ๐—ฎ๐—บ๐—ผ ๐—ฎ๐—น๐—น๐—ฎ ๐—ฟ๐—ถ๐—ฐ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฐ๐—ฎ ๐˜€๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฑ๐—ฒ๐˜€๐—ฒ. I colleghi hanno misurato la presenza in quattro gruppi diversi di soggetti degli anticorpi che bloccano il virus e dei linfociti T che eliminano le cellule infette dal virus.

Il primo gruppo era costituito da pazienti con forme di malattia moderate o severe seguiti durante la malattia e durante la convalescenza. Il secondo gruppo, pazienti che si erano infettati ma che avevano avuto pochi sintomi se non addirittura erano rimasti asintomatici (aggiungo una curiositร : tutti provenienti dal nord Italia). Il terzo gruppo: soggetti che erano stati in stretto contatto con i pazienti ma non si erano infettati (negativi al tampone). Quarto e ultimo gruppo: soggetti sani che erano stati prelevati prima dellโ€™inizio dellโ€™epidemia. Un totale di 203 soggetti studiati.

La tecnica utilizzata nello studio รจ molto simile a quella utilizzata dal gruppo di Andrea Cossarizza nel suo importantissimo lavoro che ho descritto nel post precedente. Consiste nel fare passare le cellule del sistema immunitario, una per una, attraverso una specie di metal-detector che, con lโ€™aiuto di sonde particolari, permette di dare ad ogni cellula un nome e una carta di identitร . Processo complicatissimo che funziona solo grazie allโ€™aiuto di complessi algoritmi di analisi dei dati e che permette di capire come i vari tipi di cellule si organizzano per ottimizzare il sistema di difesa.

I risultati ottenuti nei pazienti con forme di media e grave entitร  della malattia hanno sostanzialmente confermato quanto scoperto dal gruppo di Cossarizza. Durante la malattia i vari gruppi di linfociti partono tutti in guerra contemporaneamente contro il virus e finiscono per farsi la guerra fra di loro. Una guerra che danneggia il polmone e tanti altri tessuti del corpo, con una reazione infiammatoria esagerata. Quando perรฒ passa la tempesta, durante la convalescenza, i linfociti rimangono in circolo e si trasformano in cellule โ€œmemoriaโ€ capaci di entrare subito in azione ad un successivo incontro con il virus nel corso del quale saranno avvantaggiati dalla loro nuova capacitร  di ricordarselo e eviteranno di fare gli errori fatti al primo incontro. Eโ€™ ancora troppo presto per dire quanto tempo rimarranno, ma le analogie con SARS e MERS sono incoraggianti.

E veniamo al secondo gruppo di pazienti: quelli che avevano avuto una forma molto leggera di malattia. Anche loro sviluppano i linfociti T memoria, ma non tutti hanno gli anticorpi. La differenza fra le due risposte, gli anticorpi da una parte e i linfociti T dallโ€™altra diventa ancora piรน evidente quando si analizzano i dati del terzo gruppo: i soggetti che erano stati in contatto con i pazienti ma non si erano infettati. Di loro solo il 60% hanno fatto gli anticorpi ma tutti hanno sviluppato i linfociti memoria. In altre parole, delle due risposte, quella dei linfociti T รจ molto piรน sensibile alla presenza del virus e puรฒ scatenarsi anche in presenza di piccole dosi di virus come nel caso delle persone che sono entrate in contatto con i pazienti ma non si sono contagiate.

Lโ€™ultimo gruppo, quello dei soggetti sani prelevati nel 2019 quando il virus ancora non circolava ha riservato unโ€™altra sorpresa: una percentuale significativa avevano linfociti T specifici per il virus, senza averlo mai incontrato. Nessuno di loro aveva gli anticorpi. Risultati simili sono stati riportati dal gruppo di Alessandro Sette (trovate un commento a questa ricerca nel mio post del 17 maggio dal titolo ๐˜พ๐™Š๐™‘๐™„๐˜ฟ-19 ๐™€ ๐™๐˜ผ๐™๐™๐™๐™€๐˜ฟ๐˜ฟ๐™Š๐™๐™€). Sono linfociti che reagiscono contro coronavirus molto simili al SARS-CoV-2, quelli che causano il comune raffreddore. In questo caso di parla di โ€œ๐—ถ๐—บ๐—บ๐˜‚๐—ป๐—ถ๐˜๐—ฎฬ€ ๐—ถ๐—ป๐—ฐ๐—ฟ๐—ผ๐—ฐ๐—ถ๐—ฎ๐˜๐—ฎโ€ per dire che un virus puรฒ stimolare una risposta contro un virus diverso ma simile. Sarร  molto importante nei prossimi mesi capire in che misura questa immunitร  incrociata contribuisce a proteggerci.

๐—œ๐—ป ๐—ฐ๐—ผ๐—ป๐—ฐ๐—น๐˜‚๐˜€๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ: lo studio svedese ci insegna che anche in assenza di anticorpi possiamo sviluppare una forma di immunitร  protettiva. Eโ€™ una gran bella notizia. Se sospettiamo di essere stati in contatto con il virus e di averlo controllato, o se ci siamo ammalati, una eventuale negativitร  ai test sierologici dopo due o tre mesi non vuole dire automaticamente che non siamo immuni. Purtroppo non abbiamo a disposizione tecniche di analisi della risposta cellulare abbastanza semplici da essere applicate su larga scala. Si possono utilizzare solo nel quadro di ricerche cliniche ma non ancora in una diagnostica di routine.

Lo studio ci fornisce anche indicazioni utili su come indirizzare la ricerca del vaccino. Non รจ un caso che gli autori dellโ€™articolo, nelle loro conclusioni, citano lavori su vaccini sperimentali della SARS basati sulla stimolazione dei linfociti T con risultati molto promettenti. I vaccini di cui sentite parlare oggi sono tutti focalizzati sullโ€™induzione di anticorpi. Uno sguardo diverso ci darร  forse indicazioni utili per strade alternative. Anche perchรจ il ruolo degli anticorpi รจ ancora tutto da capire. Da un punto di vista immunologico classico parrebbe verosimile che anche bassi livelli di anticorpi, in presenza di una forte immunitร  cellulare, combinati insieme garantiscano un buon livello di protezione. Ma per ora non abbiamo certezze.

๐—–๐—ผ๐—ป๐—ฐ๐—น๐˜‚๐—ฑ๐—ผ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป ๐˜‚๐—ปโ€™๐—ถ๐—ฝ๐—ผ๐˜๐—ฒ๐˜€๐—ถ. Il sistema immunitario puรฒ reagire allโ€™incontro con il virus in due modi diversi: con una risposta esagerata e scoordinata che causa la malattia o con una risposta piรน moderata che ci protegge dalla malattia. Entrambe le risposte generano memoria immunitaria. La scommessa della ricerca sarร  di capire perchรฉ in alcuni casi il sistema si iperattiva e in altri no. E come agire su questo delicato meccanismo spingendo il sistema immunitario nella direzione giusta. Sembrerร  paradossale ma oggi abbiamo a disposizione farmaci molto efficaci a sopprimere la risposta immunitaria che ci aiuteranno molto nella gestione della malattia nelle sue manifestazioni piรน gravi (trovate informazioni nellโ€™ultimo mio post). Ma manchiamo completamente di farmaci che modulino il sistema immune senza iperattivarlo che ci potrebbero aiutare a non ammalarci e forse anche a non contrarre lโ€™infezione. Un paradosso tutto immunologico. La risposta forse la troviamo in alcune molecole di origine naturale sulle quali da tempo si รจ focalizzata lโ€™attenzione dei ricercatori. Ne parleremo nel prossimo post.

Per chi desidera approfondire allego il link alla ricerca svedese. Preciso che il lavoro non รจ ancora stato sottoposto alla verifica abituale a cui sono sottoposte le ricerche scientifiche e che potrebbe subire delle modifiche in corso di pubblicazione:

https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2020.06.29.174888v1


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